Restituiamo ai bambini il loro tempo

Aiutiamo il piccolo a sviluppare la propria autonomia per crescere e apprendere, senza che faccia cose per le quali non è ancora pronto

Sergio Conti Nibali, pediatra e direttore di UPPA
Primo spunto: ieri ho chiesto a un bambino di otto anni di togliersi le scarpe per poterlo misurare in altezza. Si è subito rivolto alla madre che si è abbassata per slacciare il nodo mentre lui stava immobile ad attendere. L’altro ieri ho fatto la stessa richiesta a un bambino di quattro anni che, invece, ha fatto da sé e la mamma è rimasta seduta a osservarlo. Due bambini, due stili educativi. Allacciare le scarpe è, capirete, solo la punta dell’iceberg. In profondità troviamo autonomia, sviluppo della coordinazione neuromotoria (cioè coordinazione tra cervello, fibre nervose e muscoli periferici) e sviluppo di capacità di apprendimento, diverse per ogni bambino. Notate come allaccia un nodo un adulto e troverete certamente delle differenze nei movimenti delle dita che portano a confezionare il prodotto finito: il tutto dipenderà dall’osservazione continua, costante e ripetitiva con la quale, quando era bambino, ha appreso la tecnica da un altro che l’aveva già acquisita. Spesso, però, siamo portati per “praticità” a semplificare la vita ai nostri figli, o ai nostri nipoti, così come ha fatto la mamma del bambino di otto anni; ma così facendo li priviamo di un banale stimolo di apprendimento. È l’esatto contrario dell’educare.
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