Genitori e insegnanti: un’alleanza necessaria
Una buona comunicazione tra insegnanti e genitori, al di là di ansie e paure, è fondamentale per rendere efficace il progetto educativo che hanno in comune

Valentina Nichil, psicologa dello sviluppo e dell’educazione

Oggi le famiglie si confrontano con il mondo della scuola già nei primi anni di vita del bambino ed è quindi importante che insegnanti e genitori riescano a collaborare in modo sereno ed efficace a un progetto educativo comune. Quando un genitore iscrive il proprio bambino a scuola compie un atto di grande valore simbolico, quello di affidare all’insegnante il compito di affiancarlo nell’educazione del figlio. Dall’altro versante, l’insegnante investito di questo ruolo si aspetta di essere riconosciuto come un punto di riferimento per le famiglie e di avere con loro un rapporto sereno basato sulla condivisione del percorso formativo del bambino. È importante che alla base di questo scambio reciproco ci sia una comunicazione chiara e funzionante, ma spesso ciò risulta difficile, faticoso e problematico. Nella maggior parte dei casi, i problemi derivano da incomprensioni legate ad ansie e paure che i genitori provano nei confronti degli insegnanti, e viceversa.

Le paure dei genitori
Lavorando presso lo sportello d’ascolto psicologico in diverse strutture scolastiche ho modo di confrontarmi con le difficoltà dei genitori. Molto spesso ciò che mi chiedono indirettamente è di trovare una maniera per comunicare con gli insegnanti. Una delle convinzioni più diffuse è che esprimere disaccordo o perplessità su quanto stabilito dagli insegnanti possa avere degli effetti negativi sul loro rapporto con il bambino. «Noi genitori dobbiamo stare in silenzio anche se non siamo convinti di ciò che fa l’insegnante, perché altrimenti la farà scontare ai nostri figli!». Questo tipo di affermazione – che esprime chiaramente la paura di rivendicazioni – porta a evitare il confronto tra gli adulti, che rimarranno sulle loro posizioni scomode senza trovare un punto in comune. La conseguenza di una comunicazione assente, però, purtroppo non è solo questa. «A mio figlio non interessa ciò che dico io, ascolta solo quello che dice l’insegnante», o ancora, «Ma chi si crede di essere quell’insegnante, forse si sente migliore di me?». Quando un genitore avverte l’impossibilità di collaborare con l’insegnante e quindi di condividere valori e contenuti educativi, la paura che ne scaturisce è di perdere la posizione principale di punto di riferimento per il bambino. Ne consegue che l’insegnante diventa più un nemico da cui stare alla larga che qualcuno di cui ci si può fidare. Talvolta i genitori provano sentimenti di inadeguatezza, si sentono sbagliati, pensano di non saper educare i propri figli quando per esempio vengono comunicate loro delle difficoltà o dei cattivi comportamenti da parte del bambino. Provano un forte senso di colpa perché pensano di star fallendo come genitori e si sentono angosciati dalla possibilità che il figlio sia giudicato in modo ingiusto, non sia compreso nei suoi bisogni e per le sue potenzialità.

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